“E’ cominciata la lunga stagione delle sfilate di moda. Un rito che si ripete da decenni, la vetrina dell’industria del lusso che ancora, nonostante la crisi, fattura miliardi. Ma qualcosa nel mondo della moda è cambiato. Oggi è possibile trovare le griffe anche nei grandi magazzini o sul web con collezioni studiate per un pubblico, soprattutto giovane, che non può spendere troppo ma non vuole rinunciare al gusto e alle novità. La chiamano “moda democratica”, un’autentica rivoluzione che, complice la crisi dei consumi, sta trasformando l’industria della moda. Basta navigare su internet per scoprire un mondo in cui le nuove tendenze sono scovate e lanciate in tempo reale dai blogger e dove la moda è in vendita a prezzi molto accessibili. E qualcuno si chiede già che ne sarà del mondo dorato ed elitario delle sfilate.” Mariella Milani
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State pronti, stiamo arrivando con una edizione che farà storia….
La moda che verrà. TG 2 Dossier a cura di Mariella Milani. Sabato 15 gennaio ore 23.30.
Ci sono anche io e soprattutto c’è tutto il lavoro dell’ultimo anno e mezzo, la piattaforma Fashionblabla e il FashionCamp. Ringrazio fin da ora Mariella Milani che ci ha regalato questo momento privilegiato di visibilità.
Sono una persona fortunata: i miei figli stanno bene, sono assieme all’uomo che amo e faccio un lavoro che mi stimola e mi gratifica. Non sempre i soldi che arrivano sono proporzionali alla fatica e all’impegno che ci metto ( a dire il vero quasi mai), ma in quest’italia di merda c’è solo da leccarsi i baffi. Per cui se dovessi chiedere un regalo ad un ipotetico Babbo Natale non mi soffermerei su abiti e accessori ( per quanto se avanza un total look MiuMiu lo prendo volentieri), ma sul futuro.
In un mondo in cui tutti seguiamo le stesse notizie, l’unica vera discrimine è il punto di vista di chi racconta. L’autorevolezza della fonte non passa più dal medium che ne determina il successo o l’insuccesso, ma dalla capacità di elaborazione narrativa, dallo stile, dalla creatività e dall’empatia del singolo. Se a questo si aggiunge una democratica apertura al giudizio dei lettori, il format “magazine partecipativo” acquista il senso concreto di un esperimento inedito.
Se pensate di sapere scrivere di moda, di avere un punto di vista inedito e curioso vi invitiamo a partecipare al progetto fashionblabla.it.
arianna@fashionblabla.it
Per vivere a Napoli bisogna esserci nati. O forse avere una sorta di rassegnazione che ti permette di eludere quello che hai attorno. Napoli è una meravigliosa terra di contrasti, ma per chi arriva da fuori pare incomprensibile. E fai fatica a mettere assieme il cibo che ovunque è una melodia, posillipo arroccata sul mare, le vie del centro piene di gente e di luci con quei sacchi si spazzatura che infestano ogni strada, appestano i vicoli e deturpano le piazze. Perchè questo abbandono? Dov’è finito lo stato qui? Sembra di stare in un’altra Italia, povera e feroce, ma anche ricca e distratta dove il divario tra chi puo e chi subisce si allarga e si impone come un dato di fatto. Forse lo specchio più nitido di quello che accade anche nel resto del paese, solo che qui la spazzatura è sotto gli occhi di tutti.
Alcuni scatti relativi al Festival di Ex Border (Gorizia, 18-21 novembre 2010)